I nostri percorsi di formazione uniscono training di movimento a pratiche corporee e performative, offrendo spazi di indagine profonda aperti a performer, artisti e anime curiose. Attraverso tre moduli complementari, esploriamo il corpo non come un limite, ma come un canale di ascolto e connessione con l’ecosistema che ci circonda.
Esplora i nostri programmi:

Workshop e progetto di ricerca ideato e condotto da Daniela Marcozzi, ispirato alle forze oceaniche e alle esperienze sensoriali degli esseri umani e di altri animali.
Cosa accade quando iniziamo a percepire oltre i cinque sensi tradizionali?
Beyond the Narrative of the Five Senses è un modulo di ricerca artistica e formazione che invita i partecipanti a esplorare la percezione umana come qualcosa di fluido, poetico ed ecologico — una rete vivente che connette corpo, ambiente e immaginazione.
I cinque sensi sono spesso descritti come finestre attraverso cui le informazioni entrano dal mondo esterno per essere elaborate dal corpo. Sebbene questo modello non sia errato, può risultare limitante.
Non ci limitiamo a ricevere il mondo — noi esistiamo al suo interno, attraverso di esso.
Non siamo separati dal nostro ambiente, ma siamo parte di una rete energetica di cui raramente percepiamo la ricchezza.
E se queste sensazioni potessero essere incarnate, nominate e dotate di una forma performativa?
In questo lavoro, la percezione non si limita a un sistema di ricezione — è un processo di coesistenza. Non riceviamo semplicemente il mondo; esistiamo al suo interno. Il corpo umano non è separato da ciò che lo circonda, ma è parte di un campo continuo e vibrante di energia e informazione.
Il modulo nasce dalla continua ricerca artistica di Daniela Marcozzi, che connette le scienze della vita e la pratica performativa.
Radicato nel suo background come biologa e performer, questo progetto estende l’indagine incarnata del workshop e della ricerca di Marcozzi The Urge of Being verso un’indagine più ampia sulla percezione, l’ecologia e le politiche dei sensi.
Traendo ispirazione da altre specie — balene, meduse, uccelli ed esseri umani allo stesso modo — i partecipanti esplorano quali altri sensi possano esistere oltre le nostre abituali modalità di percezione


Our Western worldview tends to fragment experience: body vs. mind, self vs. others, science vs. art, human vs. nature.
In Beyond the narrative of the Five Senses, we’ll explore the spaces in between these dualities—where mystery, co-existence, and new sensitivities emerge.
Our senses guide our choices, actions, and ways of inhabiting the world. A body aware of its perception is also aware of how it can be shaped — or manipulated — by its environment.
To question the dominant sensory narrative is, therefore, a political and ecological urge. By refining and REDEFINING our senses, we study our relationship with the world. By awakening to how we perceive, we resist the disconnection that modern life imposes on the body.
In an age of ecological and social crisis, Beyond the Narrative of the Five Senses calls for new narratives of perception — stories that begin in the body and expand into the more-than-human. It proposes that sensitivity itself is a form of resistance, and that perception, in its poetic dimension, can become an instrument of transformation.


Un workshop a cura di Daniela Marcozzi.
In The Urge of Being, il performer diventa un organismo vivente in movimento — un corpo che pensa, respira e vibra.
Attraverso il movimento, la voce e l’impulso, esploriamo l’urgenza dell’espressione: il momento in cui l’emozione si trasforma in azione e il mondo interiore risuona verso l’esterno.
Radicato nella ricerca di Daniela Marcozzi sulla biologia delle emozioni e l’embodiment (l’incarnazione), questo training invita i partecipanti a riscoprire la performance come un processo vitale di sopravvivenza, comunicazione e creazione.
The Urge of Being si basa sulla ricerca artistica che Daniela Marcozzi — performer, regista ed ex biologa — ha sviluppato presso l’Accademia Teatro Dimitri (Svizzera) durante il suo Master of Arts in Artistic Research.
La sua ricerca esplora la biologia delle emozioni e le teorie dell’embodiment, con l’obiettivo di definire un metodo di formazione innovativo basato sull’urgenza dell’espressione, in cui le scienze della vita e le arti performative si uniscono.
“We’re not just little hunks of meat.
We’re vibrating like a tuning fork — we send out a vibration to other people.
We broadcast and receive.
Thus the emotions orchestrate the interactions
among all our organs and systems to control that.”
(PhD Candace Pert)

Il lavoro proposto da Daniela Marcozzi è un training di gruppo e un processo creativo che include strumenti del teatro fisico, della ricerca vocale e del movimento, di tecniche di embodiment (incarnazione), composizione e drammaturgia. Una componente fondamentale del metodo di Daniela deriva dagli Esercizi Plastici (Plastique Sequence) e dal training Corpo-Voce sviluppati nella ricerca di Jerzy Grotowski, a lei trasmessi da Peter Rose. Il workshop si rivolge a studenti e artisti performativi professionisti.
Il training pone l’organismo del performer in una condizione in cui la sua omeostasi viene continuamente messa alla prova, permettendogli di autoregolarsi e reagire al momento presente. La forza motrice del lavoro è l’urgenza, intesa come l’impulso incondizionato alla sopravvivenza a ogni livello. I performer sono invitati a generare consapevolmente la propria urgenza lavorando con gli impulsi interiori.
In questo modo, gli impulsi diventano la fonte principale di energia performativa. Il processo si basa su un dialogo continuo tra espressione ed embodiment — un dare e ricevere dinamico. L’espressione è intesa come EX-press = press-out (spingere fuori), l’atto di manifestare i propri impulsi; L’embodiment come EM-bodiment = press-in (spingere all’interno), il processo di imprimere il mondo esterno all’interno del corpo.
The Urge of Being si articola come un flusso di lavoro in cui esercizi specifici di teatro fisico, Plastique Sequence, training corpo-voce, lavoro sul testo e sul canto si alternano organicamente a momenti di improvvisazione libera. Questo flusso di lavoro genera diversi processi energetici che consentono ai performer di esplorare il sistema emotivo dall’interno verso l’esterno e i processi di embodiment dall’esterno verso l’interno.
Giorno 1 – Accedere al regno degli impulsi: si concentra sulla ricerca sul movimento, sulla contrazione e l’allungamento muscolare, sulla Plastique Sequence e sulle relative dinamiche di dare e avere (give-and-take).
Giorno 2 – Dall’impulso alla forma: si concentra sul training vocale, sui risuonatori corporei e sull’incarnazione (embodiment) di testo e canto.
Durante tutto il workshop, costruiamo processi energetici che portano il testo e la voce all’interno del corpo, integrando movimento, suono ed emozione. Non si tratta più di teatro o danza, canto o lavoro sul testo; diventa piuttosto un’esperienza performativa globale in cui l’organismo del performer è pienamente coinvolto in tutte le sue dimensioni espressive — armoniosamente, fluidamente e autenticamente. Cavalcando le onde di questi processi energetici, mettiamo in connessione corpo, movimento, testo, voce, immaginazione e danza per generare la nostra drammaturgia.













Intensità fisica: Medio-alta
Requisiti: Precedente esperienza nelle arti performative, nel lavoro corporeo performativo o in pratiche di autoconsapevolezza
Approccio: Collaborativo — sia lavoro di gruppo che individuale
Aperto a: Artisti performativi di ogni genere, studenti, semi-professionisti e professionisti; aperto anche a musicisti, artisti visivi e praticanti somatici
La forza motrice del lavoro rimane l’urgenza, la spinta primordiale a sopravvivere ed esprimersi.
Il workshop porta il performer a entrare in ciò che Daniela chiama la Modalità di Sopravvivenza Artistica (Artistic Survival Mode) — uno stato in cui il performer genera consapevolmente urgenza e lavora con gli impulsi interiori in dialogo con l’ambiente esterno. Questo dialogo — un costante dare e ricevere (give-and-take) — è un continuo riequilibrio tra espressione (pressing out, spingere fuori) ed embodiment (pressing in, spingere all’interno).
Il training crea le condizioni per costruire processi energetici attraverso i quali il performer lavora con il sistema emotivo dall’interno.
Questo approccio riflette il ruolo biologico delle emozioni: in natura, le emozioni devono essere espresse dall’interno verso l’esterno per adempiere alla loro funzione di sopravvivenza.
Pertanto, nel workshop, i performer non rappresentano le emozioni attraverso forme esterne fisse, ma ne raggiungono piuttosto la fonte — sperimentando se stessi non come interpreti di stati emotivi, ma come canali di impulsi emotivi.
Questa serie di cinque sessioni di ricerca e training sul movimento, condotta da Daniela Marcozzi, è concepita come un campo di ricerca, uno spazio di libertà — uno spazio per abbandonarsi ai processi artistici e creativi e lasciarsi trasportare nella loro essenza.
Le sessioni integrano diverse pratiche performative e somatiche, tra cui tecniche di embodiment (incarnazione), ricerca sul movimento, danza, teatro fisico, scrittura e composizione.
Le sessioni si sviluppano come processi tra forze opposte: Attaccamento ○ distacco Contrazione ○ allungamento Assenza di sforzo ○ intenzione Inquinamento ○ purezza Umano ○ oltre l’umano (more-than-human) Onde ○ particelle
Queste polarità si intrecciano in modo fluido nel corso delle sessioni. Per ogni coppia viene esplorata la gamma di stadi intermedi, al fine di percepire nel corpo un processo dinamico di incontro tra opposti — un processo che sostiene e nutre il lavoro creativo.

Pulse (il battito, l’impulso) è anche un modo di guardare a un’opera d’arte come a una relazione tra forze, piuttosto che come a un prodotto.
Pulse è una dinamica vitale.
Un’alternanza tra stati.
Un’oscillazione continua tra contrazione e rilascio, accumulo e abbandono.
Nel corpo umano, pulse vive nel battito cardiaco — un dialogo infinito tra tensione e apertura. Si muove attraverso la pressione sanguigna, attraverso il respiro, attraverso la sottile espansione e il rilassamento dei tessuti. È presente nel sistema nervoso, nell’attenzione che si acuisce e si dissolve, nell’energia che sale e si placa.
Pulse si sviluppa attraverso gli ecosistemi viventi.
Nelle maree che avanzano e si ritirano.
Nei cicli del giorno e della notte, della crescita e del decadimento, della saturazione e del vuoto.
Nelle migrazioni degli animali, nei ritmi stagionali, nel costante scambio tra stabilità e trasformazione.
Pulse connette stati opposti senza separarli.
Permette il movimento tra i poli e la circolazione tra le forze. Una dinamica vitale in cui la vita non rimane fissa, ma si riorganizza continuamente attraverso il ritmo.
A focus of the research lies in expanding perception beyond the classical narrative of the five senses. The work explores subtle modes of sensing, non-verbal perception, and energetic states of the body; the body is approached as a sensitive territory — capable of perceiving, relating, and creating beyond the habitual sensory understand of the five senses.
This work is open to performing artists, performers, dancers, movers, somatic practitioners, and to anyone interested in physical expression, embodied research, perceptual awareness, and individual and collective dynamics of expression.
A willingness to engage in creative exploration, physical listening, and self-awareness is essentia.
